Vita Parrocchiale: 1 Novembre – 7 Novembre 2026
/0 Commenti/in Attività della settimana /da wp_10647795- DOMENICA 1 NOVEMBRE – Solennità di Tutti i Santi
Orario SS. Messe:
– In chiesa: alle ore 8.30 – 10.30 – 12
– In auditorium: alle ore 17 - LUNEDÌ 2 NOVEMBRE – Commemorazione dei fedeli defunti
– Le SS.Messe vengono celebrate: alle ore 15.30, presso il cimitero urbano, presieduta dal Vescovo e alle 18.30 nella Chiesa parrocchiale
Incontri di riflessione biblica nelle famiglie
“Si seppe che Gesù era in casa”(Mc 2,1)
- LUNEDÌ 2 NOVEMBRE
– Alle ore 18 presso la casa di Lida Sebastiani in Via di Boboli n.139
– Alle ore 21 presso la casa di Giulia Galli in Via dei Guami n° 59- MARTEDÌ 3 NOVEMBRE
– Alle ore 18.30, presso la casa di Emanuele Migliorisi in Via Matteotti n. 337
– Alle ore 21 presso la casa di Angelo Benvenuti in via del Chiasso 327- MERCOLEDÌ 4 NOVEMBRE
– Alle ore 16.30 presso la casa di Francesca Martinelli, Via del Palazzaccio, n° 33 trav. IV
- GIOVEDÌ 5 NOVEMBRE
– Alle ore 17.00, all’Oratorio, l’Associazione La Finestra organizza un incontro culturale con la dott.ssa Alice Pirovano (ginnastica mentale) che presenta “Stimolazione e potenziamento delle abilità mentali”. - VENERDÌ 6 NOVEMBRE
– Dalle ore 19 alle 23, presso l’Oratorio. Progetto F.I.G.O. (Formazione Interiore Giovani Oratorio)
Dieci anni fa, il 6 novembre 2016, Don Paolo iniziava il suo servizio pastorale nella nostra parrocchia: questo l’annuncio dato nella Lettera alle famiglie del 30 ottobre 2016:

Grazie, don Paolo, per quello che ci hai dato e hai fatto per la nostra comunità in questi dieci anni!
- SABATO 7 NOVEMBRE
– Dalle ore 10 alle 12, in Chiesa, Adorazione Eucaristica. In questo tempo i preti sono a disposizione per le Confessioni.
– Alle ore 15, all’Oratorio, incontro di catechismo per i gruppi di 3ª e 4ª elementare, 1ª e 2ª media
– In chiesa, alle ore 19, Santa Messa festiva - DOMENICA 8 NOVEMBRE
– Orario SS. Messe:
– In chiesa: alle ore 8.30 – 10.30 – 12
– In auditorium: alle ore 17
– Alle ore 12.30, presso l’Auditorium, Pranzo di raccolta fondi organizzato dalla Caritas di S.Anna. Per informazioni e iscrizioni chiamare entro il 2 novembre Luciana: 3491319169 o Rosita: 3207162452.
– Alle ore 18, all’Oratorio, incontro del Gruppo Famiglie
Vendita ciclamini
Il ricavato della vendita dei ciclamini (al netto delle spese) di domenica scorsa è stato di 1781 euro che contribuiranno alla messa a norma della casa di Foce di Bucino
Pranzo di raccolta fondi
Il Gruppo Caritas, con la collaborazione dell’Oratorio di S.Anna, organizza un pranzo di raccolta fondi per le famiglie del Centro d’Ascolto, domenica 8 novembre, alle ore 12.30, presso l’Auditorium.
Costo: 25 euro a persona. I bambini sotto i 6 anni non pagano.
Per informazioni e prenotazioni chiamare, entro il 2 novembre: Luciana – 3491319169 o Rosita – 3207162452Altri dettagli nel volantino riportato più avanti
In evidenza: 1 Novembre 2026
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Lettera dell’Arcivescovo per la conclusione della visita pastorale
Quarta parte
Il progetto Seminare dovrà aiutare le comunità cristiane ad accogliere il compito della prima evangelizzazione in una società post-cristiana, per offrire all’uomo e al mondo di oggi il buon seme della Parola. Dovrà indicare percorsi di primo annuncio praticabili in questo territorio e tra la nostra gente, realizzando quell’immagine di Chiesa-in-uscita che Papa Francesco ci ha consegnato, come sintesi del pensiero conciliare sulla vocazione e la missione del popolo di Dio.
Come per Otri nuovi, non si tratta di fare qualche aggiustamento o proporre alcune attività integrative: è in gioco l’impostazione complessiva della vita e dell’agire delle comunità ecclesiali, cosicché la tensione missionaria diventi il criterio di ispirazione, di attuazione e di verifica di tutto quello che si fa e si propone. Il progetto Seminare dovrà integrare in un’unica grande prospettiva missionaria le diverse esperienze esistenti nelle nostre comunità, nella convinzione che la diversità delle storie e delle condizioni delle persone, in una società complessa come quella odierna, necessita di una pluralità di “porte di ingresso” nella Chiesa. La diversità delle proposte non va vista come un problema, ma come una risorsa, anche se richiede attenzione perché tutto converga nella comunione.
La nostra lunga e gloriosa storia missionaria, che ancora oggi coinvolge molte persone e comunità nelle relazioni con le Chiese-sorelle in Africa, in America Latina e in Asia, ci aiuterà senz’altro a individuare le modalità giuste per operare il rinnovamento. Il passato e il presente della missione possono offrirci numerosi stimoli per rivedere le cose che facciamo e operarne di nuove; essa, infatti, presenta un innovativo “modello di Chiesa”, decisamente orientato all’annuncio, anche per ciò che riguarda la destinazione delle risorse della comunità.
Ancor più importate è l’aiuto a riscoprire e rafforzare lo zelo per l’evangelizzazione, cioè il desiderio di condividere il tesoro della fede con chi ne è privo, con la convinzione che sia meglio essere cristiani che non esserlo; che solo l’amicizia con Gesù e la comunione con i fratelli possano introdurre in quella “vita piena e abbondante” (cf. Gv 10, 10) che Dio desidera per i suoi figli.
La conversione missionaria della Chiesa implica non solo la revisione di strutture e attività, bensì il cambiamento di mentalità dei singoli fedeli. Una comunità, infatti, annuncia efficacemente il Vangelo quando il popolo di Dio si nutre della Parola e dei Sacramenti, a cominciare dell’Eucaristia domenicale; quando nella vita quotidiana ciascuno testimonia la differenza che la fede apporta al proprio modo di vivere, lavorare, entrare in relazione; quando i credenti sono animati da un sincero desiderio di incontrare ogni altra persona e di servire i piccoli con amore. Del resto, il cristianesimo si è diffuso grazie alla comunicazione personale e diretta dell’annuncio; questo non cessa di essere vero nell’epoca dei social e dell’intelligenza artificiale, in cui linguaggi e relazioni rischiano di dematerializzarsi e disumanizzarsi. Tutto questo, peraltro, non va visto come una conditio sine qua non per il rinnovamento missionario, che, probabilmente, verrebbe rinviato a tempi migliori; è esso stesso un prodotto della scelta di puntare sull’evangelizzazione: “la missione, infatti, rinnova la Chiesa, rinvigorisce la fede e l’identità cristiana, dà nuovo entusiasmo e nuove motivazioni. La fede si rafforza donandola!” (Giovanni Paolo II, Redemptoris missio, 2).
È decisivo che nella redazione di Seminare investiamo le nostre migliori energie di pensiero e di esperienza, anche andando alla ricerca di buone prassi – le aggregazioni laicali e le realtà di vita consacrata hanno molto da dire – e rivolgendoci a persone competenti, che possano aiutarci a rinnovare la pastorale delle nostre comunità in senso decisamente estroverso.
Il progetto, infatti, dovrà occuparsi di una varietà di aspetti:
• incrementare la capacità di annuncio delle attività ordinarie, che già si svolgono quotidianamente nelle comunità;
• orientare la formazione degli operatori pastorali in direzione di una “revisione missionaria” delle azioni ecclesiali;
• approntare e diffondere occasioni e percorsi di primo annuncio, da realizzare diffusamente nel territorio diocesano;
• mettere a disposizione itinerari di “ricominciamento”, per coloro che si riaccostano alla fede in seguito all’annuncio o in occasione della richiesta di sacramenti per loro o per i figli, con particolare attenzione alle coppie in sofferenza;
• strutturare il catecumenato degli adulti e quello dei ragazzi, che conosceranno sicuramente una crescente diffusione nei prossimi anni;
• curare che in ogni genere di azione caritativa la sollecitudine per i poveri si coniughi con l’impegno ad annunciare loro l’amore di Dio con la parola e la testimonianza di un’accoglienza disinteressata e amorevole;
• valorizzare l’insegnamento della religione cattolica nella scuola come opportunità di corretta conoscenza della proposta cristiana e del suo valore per l’umano, e di incontro con i giovani e le loro famiglie;
• sviluppare la comunicazione e la cultura come forme di dialogo sincero, incontro fraterno e testimonianza eloquente della visione cristiana dell’umano. Si tratta di ambiti tra loro connessi, rispetto ai quali, però, sono necessarie una riflessione puntuale e una sperimentazione coraggiosa.
Una nuova forma per la chiesa
È evidente come Otri nuovi e Seminare richiedano una comunità in grado di disporre di risorse adeguate per porre azioni efficaci, dotate cioè della necessaria qualità in ordine alla proposta e all’accompagna mento della vita cristiana. Una comunità ricca di carismi e ministeri, animata dalla corresponsabilità di tutti i battezzati e dialogante con le realtà vive del territorio in cui è collocata. La parrocchia, per come l’abbiamo conosciuta finora, non è in grado di farlo, soprattutto se parliamo delle piccole e piccolissime comunità in cui la nostra Chiesa locale si frammenta. Nella Visita pastorale ho constatato che nella maggior parte di esse, infatti, non si è in grado di attuare nulla che vada al di là delle pur importanti azioni di prossimità, di alcune liturgie, della pietà popolare e della manutenzione delle chiese; non di rado queste cose vengono realizzate con lodevole impegno, ma con modesti esiti in ordine alla trasmissione della fede e all’evangelizzazione dei lontani, tanto da far seriamente dubitare del futuro della vita cristiana in queste parrocchie.
(Fine 4° parte – continua)
Leggi la lettera completa

Gruppo “Vi ho chiamato amici“

Chi fa parte del gruppo, è spinto all’azione dall’amore, condivide con spirito di fraternità il cammino di tutti coloro che vivono l’esperienza della solitudine e della sofferenza, dona sempre agli altri la parte migliore di sé, costruendo rapporti basati sulla reciproca fiducia e il rispetto, assumendo un atteggiamento positivo, empatico e propositivo.
Il gruppo è parte integrante della Parrocchia, ma si interfaccia e interagisce anche con le diverse realtà pubbliche e private presenti sul territorio, mettendo in comune idee, risorse, servizi, competenze e sviluppando i valori della solidarietà, della cooperazione e dell’interdipendenza.
Il gruppo svolge le seguenti attività:
- “Accogli un amico”
Il servizio consiste nel contattare quotidianamente una persona sola, che ne abbia fatto richiesta, per assicurarsi che stia bene e, in caso contrario, intervenire personalmente, laddove possibile, anche chiamando i soccorsi se necessario o allertando altri volontari, tramite l’equipe di coordinamento del gruppo. - “Amici in rete”
Soprattutto le persone sole, si trovano qualche volta a dover fronteggiare situazioni impegnative come fare la spesa in un momento di malattia, necessità di un supporto per l’utilizzo di mezzi tecnologici, l’acquisto di un auto nuova, una visita medica, ecc.. Un semplice gesto di accompagnamento, in questi casi, renderebbe tutto più leggero, ma spesso parenti e amici, assorbiti da impegni lavorativi e familiari, non possono essere presenti e soprattutto, si può far fatica a chiedere aiuto per paura di essere di peso. Da qui la possibilità di contare sulla presenza dei volontari che mettono a disposizione il proprio tempo o le proprie competenze. - Gruppi di auto-mutuo aiuto
Incontri per persone che si trovano ad affrontare condizioni di vita simili e difficoltà comuni (persone senza fissa dimora, persone vedove, persone con figli con disabilità ecc.), dove trovarsi alla pari, condividendo esperienze, informazioni, strategie e soluzioni, in uno spazio in cui ci si senta liberi di esprimere sentimenti ed emozioni, sentendosi accolti e compresi, donando e ricevendo sostegno reciproco. - Supporto alle “Coabitazioni”
Un ridotto grado di autonomia, la perdita o i costi troppo alti di gestione di un alloggio, conflitti familiari, povertà economica, concorrono ad allontanare chi è anziano dalla propria casa. L’istituzionalizzazione sembra a volte l’unica soluzione possibile, ma nella maggior parte dei casi, questa sistemazione non rispetta la profonda volontà delle persone, che soffrono il distacco dal proprio ambiente familiare, dagli oggetti e dai ricordi dalla propria casa. In questa prospettiva, possono essere attuate soluzioni alternative, quali: convivenze in case condivise, condomini protetti, case famiglia. Gli anziani, unendo le proprie risorse, talora più che modeste, riescono ad evitare un ricovero in istituto e a garantirsi la necessaria assistenza, continuando a vivere come desiderano, perché sono condivise le spese fisse e i servizi di assistenza alla persona.
Valorizzando e integrando i servizi istituzionali quali ad es. l’assistenza domiciliare, i centri diurni e le risorse informali del territorio (vicini, familiari, volontari, ecc.). Consentendogli di vivere in una rete di relazioni che aiuta nella vita di tutti i giorni. - Attività volte a pubblicizzare i servizi e a sensibilizzare e reclutare futuri volontari
Organizzando incontri nelle parrocchie e nelle scuole, affiggendo locandine, pubblicando post sui social network, gestendo un sito internet ecc.. - Organizzazione di incontri conoscitivi e ricreativi
Per consentire l’interazione tra le persone coinvolte, favorendo la nascita e il consolidamento di rapporti di fiducia e amicizia, di cui tener conto in fase di pianificazione delle varie attività.
I partecipanti possono essere:
- Attivi: impegnati come volontari nell’erogazione dei servizi
- Esclusivamente beneficiari dei servizi
- Sia attivi che fruitori
Per partecipare o avere informazioni, chiamare o inviare un messaggio WhatsApp al numero indicato sul volantino.












Ma quale beatitudine
/0 Commenti/in Riflessioni /da wp_10647795(Mt 5,1-12)
Forse le parole di Gesù che oggi ci vengono proclamate hanno perso ai nostri occhi la loro forza rivoluzionaria e i nostri orecchi si limitano a registrarle quasi fossero scontate.
Ma se siamo disposti a guardare in faccia alla realtà sorgono non pochi interrogativi.
Ascoltiamo quello che pensa la gente comune, consideriamo un poco l’esistenza di chi ha scelto di essere mite e assiste al successo degli arroganti.
Valutiamo a cosa vanno incontro quelli che hanno uno sguardo limpido e un cuore puro. Non sono forse presi per ingenui, non fanno la parte degli sprovveduti, mentre i furbi riescono sempre a raggiungere i loro obiettivi?
E quanti sono perseguitati perché hanno fame e sete della giustizia umana o perché aderiscono al progetto di Dio, non sono forse condannati il più delle volte a un’esistenza raminga, senza possibilità di fare carriera, di godere di una vita agiata?
E poi quelli che cercano la pace e la vogliono costruire a qualsiasi costo, non corrono il pericolo di essere osteggiati sia da quelli della loro parte che dagli avversari?
A ben pensarci più ci inoltriamo in questa indagine, più cogliamo il paradosso di quanto Gesù annuncia. Ma è proprio questo il suo obiettivo, perché la speranza che accende nei diretti interessati ha un unico fondamento: Dio stesso, la sua azione nella storia, il compimento che lui assicura.
Solo per questo le beatitudini costituiscono una realtà, non un sogno o un’illusione. Perché Dio si impegna a trasformare il mondo.
Gli assetti attuali, a cui sembra che a trionfare siano i ricchi, i potenti, gli astuti, gli arroganti, i prevaricatori, Dio non li sottoscrive. Anzi, attraverso il suo Spirito, impegna le sue energie per remare contro.
E affida il suo progetto di salvezza a una squadra composta proprio dalle categorie enunciate da Gesù perché sorga un cantiere nuovo.
In Gesù le beatitudini si sono già realizzate. E lo stesso è accaduto per tanti uomini e tante donne che ci hanno preceduto nella fede.
(Roberto Laurita)
Orario SS. Messe:
– Ore 8.30 – 10.30 – 12
– Ore 17 in Auditorium
Il sabato, dalle ore 10 alle ore 12, Adorazione Eucaristica
In questo orario i preti sono a disposizione per celebrare il
Sacramento della Riconciliazione.
Per celebrare il sacramento della Confessione è possibile anche contattare i preti:
Don Paolo 347 3002895 – Don Francesco 347 8804368