In evidenza – 5 Febbraio 2023

45ª GIORNATA NAZIONALE PER LA VITA – 5 Febbraio 2023

La Giornata ha per tema «La morte non è mai una soluzione. “Dio ha creato tutte le cose perché esistano; le creature del mondo sono portatrici di salvezza, in esse non c’è veleno di morte” (Sap 1,14)». L’auspicio dei Vescovi è che questo appuntamento “rinnovi l’adesione dei cattolici al ‘Vangelo della vita’, l’impegno a smascherare la ‘cultura di morte’, la capacità di promuovere e sostenere azioni concrete a difesa della vita, mobilitando sempre maggiori energie e risorse“.

Invitiamo a leggere il Messaggio preparato dal Consiglio Episcopale Permanente della CEI per questa giornata.

Leggi il messaggio


XXXI GIORNATA DEL MALATO – 11 Febbraio 2023

Garantire a ogni essere umano l’accesso alle cure

Non siamo mai pronti per la malattia” e “spesso nemmeno per ammettere l’avanzare dell’età” scrive papa Francesco nel messaggio per la giornata mondiale del malato, che si celebra l‘11febbraio sul tema: “Abbi cura di lui. La compassione come esercizio sinodale di guarigione”. “Temiamo la vulnerabilità e la pervasiva cultura del mercato ci spinge a negarla – continua – Per la fragilità non c’è spazio.
E così il male, quando irrompe e ci assale, ci lascia a terra tramortiti. Può accadere, allora, che gli altri ci abbandonino, o che paia a noi di doverli abbandonare, per non sentirci un peso nei loro confronti. La malattia fa parte della nostra esperienza umana, ma può diventare disumana se è vissuta nell’isolamento e nell’abbandono, se non è accompagnata dalla cura e dalla compassione” aggiunge Papa Francesco.
Per questo, secondo il Papa, “è così importante, anche riguardo alla malattia, che la Chiesa intera si misuri con l’esempio evangelico del buon samaritano, per diventare un valido “ospedale da campo”: la sua missione, infatti, particolarmente nelle circostanze storiche che attraversiamo, si esprime nell’esercizio della cura”. “Tutti siamo fragili e vulnerabili; tutti abbiamo bisogno di quell’attenzione compassionevole che sa fermarsi, avvicinarsi, curare e sollevare” sottolinea Papa Francesco: “La condizione degli infermi è quindi un appello che interrompe l’indifferenza e frena il passo di chi avanza come se non avesse sorelle e fratelli”. Il Papa poi rivolge un appello affinchè in ogni paese, “a ogni essere umano sia garantito l’accesso alle cure e il diritto fondamentale alla salute” perché “ciascuno è prezioso e nessuno è da scartare”: La Giornata del malato, in questa prospettiva, “non invita soltanto alla preghiera e alla prossimità verso i sofferenti” ma fa pensare anche “al ministero di sacerdoti, al lavoro di operatori sanitari e sociali, all’impegno di familiari grazie ai quali, ogni giorno, in ogni parte di mondo, il bene si oppone al male.

Preghiera per la Giornata del Malato

Padre santo, nella nostra fragilità
ci fai dono della tua misericordia:
perdona i nostri peccati e aumenta la nostra fede.
Signore Gesù, che conosci il dolore e la sofferenza:
accompagna la nostra esperienza di malattia e aiutaci a servirti
in coloro che sono nella prova.
Spirito consolatore, che bagni ciò che è arido
e sani ciò che sanguina:
converti il nostro cuore perché sappiamo riconoscere i tuoi prodigi.
Maria, donna del silenzio e della presenza: sostieni le nostre
fatiche e donaci di essere testimoni credibili di Cristo Risorto.
Amen.

In evidenza – 29 Gennaio 2023

SACRAMENTO DELLA CRESIMA

Domenica 29/01/2023 alle ore 17 durante la S. Messa presieduta dal nostro Vescovo S.E. Mons. Paolo Giulietti riceveranno il Sacramento della Cresima gli adolescenti di 3° Media (Gruppo Effatà):
Andreozzi Matteo – Angili Polage Fernando Viola – Arrighi Isabella – Barsaglini Beatrice – Bernardeschi Sergio – Bonvino Filippo – D’Ascoli Angelo – Gentile Lorenzo – Gervasi Marcos Henrique – Gianni Martina – Jayasinghe Arachchige Shenon Marisha – Kalugamage Sahel – Manetti Martina – Maniscalco Giuseppe – Mariani Anna – Martini Giorgio – Milani Alessio Niccoli Nicola – Onorato Francesco – Pellegrini Margherita Petrini Alice – Piazza Alessandro – Pieri Sofia – Pieri Irene Providenti Cristian – Ruggiero Aurora – Santelices Gian Paolo – Torrini Filippo – Vigolo Giulia e Warnakulasuriya Tharuka.

 

In evidenza – 22 Gennaio 2023

LA RESPONSABILITA’ EDUCATIVA DEGLI ADULTI

Proponiamo la lettura di questo articolo di Umberto Folena pubblicato sul quotidiano Avvenire sabato 14 gennaio 2023.

Ancora una volta è chiamata in causa la nostra capacità di adulti di sapere ascoltare, dialogare, educare i giovani, aiutandoli a porsi dei limiti e ad indirizzare bene l’energie che possiedono.

In evidenza – 15 Gennaio 2023

SETTIMANA DI PREGHIERA PER l’UNITA’ DEI CRISTIANI

18 – 25 gennaio 2023

Imparate a fare il bene; cercate la giustizia (Isaia 1,17)

Signore Gesù, che alla vigilia di morire per noi
hai pregato affinchè tutti i tuoi discepoli fossero perfettamente uno,
come Tu nel Padre tuo e il Padre tuo in Te,
facci provare dolorosamente l’infedeltà delle nostre disunioni.
Donaci la lealtà di riconoscere e il coraggio di rigettare
quanto si nasconde in noi di indifferenza,
di sfiducia e perfino di reciproca ostilità.
Concedi di ritrovarci tutti in Te,
affinchè dai nostri cuori e dalle nostre labbra,
salga incessantemente la tua preghiera per l’unità dei cristiani,
quale Tu la vuoi, con i mezzi che Tu vuoi.
In Te che sei la carità perfetta, facci trovare la via che conduce all’unità,
nell’obbedienza al tuo amore e alla tua verità. Amen

Abbè Paul Couturier

PROGRAMMA

Mercoledì 18 gennaio, nella Chiesa Evangelica Valdese di Lucca in Via Galli 50
– alle ore 21: Preghiera di apertura della settimana.

Sabato 21 gennaio, nella Chiesa di San Michele
– alle ore 15: attività per bambini e ragazzi
– alle ore 17: Celebrazione Ecumenica per i bambini e ragazzi.

Domenica 22 gennaio, nella Chiesa di Santa Rita, a Viareggio
– alle ore 17: Tavola rotonda sul tema: “L’impegno delle Chiese nella ricerca della giustizia”
– alle ore 21: Celebrazione Ecumenica

Mercoledì 25 gennaio, nella Chiesa Ortodossa Romena di Lucca, in Via Sant’Anastasio 1
– alle ore 18.30: Preghiera di chiusura della settimana.

In evidenza – 9 Gennaio 2023

Rimanete saldi nella fede

Testamento spirituale di Benedetto XVI scritto il 29 agosto 2006, poco più di un anno dopo la sua elezione a Papa

Se in quest’ora tarda della mia vita guardo indietro ai decenni che ho percorso, per prima cosa vedo quante ragioni abbia per ringraziare. Ringrazio prima di ogni altro Dio stesso, il dispensatore di ogni buon dono, che mi ha donato la vita e mi ha guidato attraverso vari momenti di confusione; rialzandomi sempre ogni volta che incominciavo a scivolare e donandomi sempre di nuovo la luce del suo volto. Retrospettivamente vedo e capisco che anche i tratti bui e faticosi di questo cammino sono stati per la mia salvezza e che proprio in essi Egli mi ha guidato bene. Ringrazio i miei genitori, che mi hanno donato la vita in un tempo difficile e che, a costo di grandi sacrifici, con il loro amore mi hanno preparato una magnifica dimora che, come chiara luce, illumina tutti i miei giorni fino a oggi.
La lucida fede di mio padre ha insegnato a noi figli a credere, e come segnavia è stata sempre salda in mezzo a tutte le mie acquisizioni scientifiche; la profonda devozione e la grande bontà di mia madre rappresentano un’eredità per la quale non potrò mai ringraziare abbastanza. Mia sorella mi ha assistito per decenni disinteressatamente e con affettuosa premura; mio fratello, con la lucidità dei suoi giudizi, la sua vigorosa risolutezza e la serenità del cuore, mi ha sempre spianato il cammino; senza questo suo continuo precedermi e accompagnarmi non avrei potuto trovare la via giusta.
Di cuore ringrazio Dio per i tanti amici, uomini e donne, che Egli mi ha sempre posto a fianco; per i collaboratori in tutte le tappe del mio cammino; per i maestri e gli allievi che Egli mi ha dato. Tutti li affido grato alla Sua bontà. E voglio ringraziare il Signore per la mia bella patria nelle Prealpi bavaresi, nella quale sempre ho visto trasparire lo splendore del Creatore stesso. Ringrazio la gente della mia patria perché in loro ho potuto sempre di nuovo sperimentare la bellezza della fede. Prego affinché la nostra terra resti una terra di fede e vi prego, cari compatrioti: non lasciatevi distogliere dalla fede. E finalmente ringrazio Dio per tutto il bello che ho potuto sperimentare in tutte le tappe del mio cammino, specialmente però a Roma e in Italia che è diventata la mia seconda patria.
A tutti quelli a cui abbia in qualche modo fatto torto, chiedo di cuore perdono.
Quello che prima ho detto ai miei compatrioti, lo dico ora a tutti quelli che nella Chiesa sono stati affidati al mio servizio: rimanete saldi nella fede! Non lasciatevi confondere!
Spesso sembra che la scienza — le scienze naturali da un lato e la ricerca storica (in particolare l’esegesi della Sacra Scrittura) dall’altro — siano in grado di offrire risultati inconfutabili in contrasto con la fede cattolica. Ho vissuto le trasformazioni delle scienze naturali sin da tempi lontani e ho potuto constatare come, al contrario, siano svanite apparenti certezze contro la fede, dimostrandosi essere non scienza, ma interpretazioni filosofiche solo apparentemente spettanti alla scienza; così come, d’altronde, è nel dialogo con le scienze naturali che anche la fede ha imparato a comprendere meglio il limite della portata delle sue affermazioni, e dunque la sua specificità. Ho visto e vedo come dal groviglio delle ipotesi sia emersa ed emerga nuovamente la ragionevolezza della fede.
Gesù Cristo è veramente la via, la verità e la vita — e la Chiesa, con tutte le sue insufficienze, è veramente il Suo corpo. Infine, chiedo umilmente: pregate per me, così che il Signore, nonostante tutti i miei peccati e insufficienze, mi accolga nelle dimore eterne.
A tutti quelli che mi sono affidati, giorno per giorno va di cuore la mia preghiera.
Papa Benedetto XVI

In evidenza – 1 Gennaio 2023

In evidenza – 25 Dicembre 2022

UNA LUCE CHE NON SI SPEGNE

 

 

Sì, fratelli e sorelle, Natale è proprio questo: una luce che non si spegne. Nonostante le nubi che si addensano sulla nostra storia, nonostante la fatica e la tristezza che talora gravano sul nostro cuore, nonostante i ritmi frenetici che ci vengono imposti e ci schiacciano, impedendoci di trovare l’armonia e la pace del cuore. Nonostante tutto, Natale continua a far breccia nella nostra esistenza.

Ci fa avvertire la bellezza di uno sguardo incantato e limpido, che si ferma davanti alla capanna per contemplare quel bambino, il Figlio di Dio, diventato uomo per noi, per comunicarci un amore smisurato, per strapparci alle forze del male, per farci conoscere una nuova possibilità di vita.

Ci fa sentire la voglia di metterci per altre strade, di abbandonare i percorsi che conosciamo fin troppo bene, i comportamenti e le scelte del tutto prevedibili, per imboccare il sentiero che lui ha aperto davanti a noi: il sentiero della giustizia e della misericordia, della compassione e della tenerezza, del servizio e del sacrificio.

Non lasciamo allora che questo Natale passi invano. Che questa luce venga presto coperta da altre luci, fredde e potenti, che pretendono sempre di avere il sopravvento sulla nostra esistenza.
Fermiamoci un attimo, per lasciarci illuminare in profondità da questa luce. Essa è benevola, non umilia, non ferisce. Porta con sé il calore di un Dio che ha scelto di prendere la carne di un uomo, per amore.
Liberiamoci senza esitazioni di tutto ciò che continua a tenerci prigionieri. Ci sono tanti pesi inutili di cui disfarci per far posto a ciò che conta veramente.
Tendiamo la nostra mano, disarmata, accogliente, amica al nostro prossimo, a quelli che ci vivono a partire dai nostri familiari. Apriamo la nostra bocca per parole che recano in sé il sapore delle cose buone, dei sentimenti nobili, delle esperienze grandi che impreziosiscono la nostra esistenza.

 

In evidenza – 18 Dicembre 2022

L’ALBERO E IL PRESEPE

L’albero e il presepe sono due segni che continuano ad affascinare piccoli e grandi.

Piazza S. Pietro – Albero e presepe 2022

L’albero, con le sue luci, ricorda Gesù che viene a rischiarare le nostre tenebre, la nostra esistenza spesso rinchiusa nell’ombra del peccato, della paura, del dolore. E ci suggerisce un’ulteriore riflessione: come gli alberi, così anche gli uomini hanno bisogno di radici. Poiché solo chi è radicato in un buon terreno, rimane saldo, cresce, “matura”, resiste ai venti che lo scuotono e diventa un punto di riferimento per chi lo guarda. Ma, cari, senza radici nulla di ciò avviene: senza basi salde si rimane traballanti. È importante custodire le radici, nella vita come nella fede. A questo proposito l’Apostolo Paolo ricorda il fondamento nel quale radicare la vita per restare saldi: dice di rimanere «radicati in Gesù Cristo» (Col 2,7). Ecco che cosa ci ricorda l’albero di Natale: essere radicati in Gesù Cristo.

E veniamo così al presepe, che ci parla della nascita del Figlio di Dio fattosi uomo per essere vicino a ciascuno di noi. Nella sua genuina povertà, il presepe ci aiuta a ritrovare la vera ricchezza del Natale, e a purificarci da tanti aspetti che inquinano il paesaggio natalizio. Semplice e familiare, il presepe richiama un Natale diverso da quello consumistico e commerciale: è un’altra cosa; ricorda quanto ci fa bene custodire dei momenti di silenzio e di preghiera nelle nostre giornate, spesso travolte dalla frenesia. Il silenzio favorisce la contemplazione del Bambino Gesù, aiuta a diventare intimi con Dio, con la semplicità fragile di un piccolo neonato, con la mitezza del suo essere adagiato, con il tenero affetto delle fasce che lo avvolgono.

Radici e contemplazione: l’albero ci insegna le radici, il presepio ci invita alla contemplazione. Non dimenticare questi due atteggiamenti umani e cristiani.
E se vogliamo festeggiare davvero il Natale riscopriamo attraverso il presepe la sorpresa e lo stupore della piccolezza, la piccolezza di Dio, che si fa piccolo, che non nasce nei fasti dell’apparenza, ma nella povertà di una stalla. E per incontrarlo bisogna raggiungerlo lì, dove Egli sta; occorre abbassarsi, occorre farsi piccoli, lasciare ogni vanità, per arrivare dove Lui è. E la preghiera è la via migliore per dire grazie di fronte a questo dono d’amore gratuito, dire grazie a Gesù che desidera entrare nelle nostre case e nei nostri cuori. Sì, Dio ci ama così tanto da condividere la nostra umanità e la nostra vita. Non ci lascia mai soli, è al nostro fianco in ogni circostanza, nella gioia come nel dolore.
Anche nei momenti più brutti, Lui è lì, perché Lui è l’Emmanuele, il Dio con noi, la luce che illumina le oscurità e la presenza tenera che ci accompagna nel cammino.
Papa Francesco

 

In evidenza – 11 Dicembre 2022

IMPARARE L’ARTE DELLA PACE

Lettera del nostro Vescovo Paolo per l’Avvento (Quarta e ultima parte)

 

Artigiani di giustizia

Nel 2023 ricorreranno i 60 anni dell’enciclica Pacem in terris di Giovanni XXIII, promulgata l’11 aprile 1963, poco più di un mese prima della morte del “Papa buono”. In essa si dichiara, all’indomani della “crisi dei missili di Cuba”, che la pace non può fondarsi sull’equilibrio delle forze militari, ma sull’impegno per assicurare i diritti di ogni persona a una vita dignitosa e libera. È solo la giustizia, non la reciproca deterrenza, che assicura una pace duratura.
Piccole ingiustizie abitano spesso la nostra quotidianità e la violazione delle regole toglie sempre agli altri qualcosa: tempo, serenità, denaro… In una cultura di illegalità diffusa maturano i semi del sopruso e della violenza.
In Avvento, cerchiamo di essere più corretti nell’osservare le regole della convivenza e di adoperarci a rimuovere le piccole ingiustizie di cui siamo ogni giorno testimoni.

Artigiani di perdono.

Poiché il conflitto si manifesta in ogni comunità umana, è necessario saper perdonare, per impedire o interrompere le spirali di odio e violenza. “Occorre riconoscere […] che quel giudizio duro che porto nel cuore contro mio fratello o mia sorella, quella ferita non curata, quel male non perdonato, quel rancore che mi farà solo male, è un pezzetto di guerra che porto dentro, è un focolaio nel cuore, da spegnere perché non divampi in un incendio” (FT, 242). “Quanti perdonano davvero […] rinunciano ad essere dominati dalla stessa forza distruttiva che ha fatto loro del male. Spezzano il circolo vizioso, frenano l’avanzare delle forze della distruzione” (FT, 252).
Chi non ha qualcuno o qualcosa da perdonare o da farsi perdonare? Arriviamo al Natale pacificati da gesti di riconciliazione, che portino pace nelle famiglie, nei vicinati, nelle parrocchie… Saranno queste le luci di feste natalizie più povere di luminarie.

Attendiamo insieme

Come negli anni scorsi, alcune occasioni comuni ci aiutano a vivere meglio l’Avvento:
• i “Martedì della pace”: quattro appuntamenti serali – tre in rete e uno in presenza – per aprire la mente e il cuore a prospettive di pace;
• la colletta dell’Avvento di fraternità, promossa dalla Caritas diocesana e destinata a sostenere le mense serali per i poveri a Lucca e a Viareggio.

Artigiani della pace, all’opera!

“Non ci inganni una falsa speranza. Se non verranno in futuro conclusi stabili e onesti trattati di pace universale, rinunciando a ogni odio e inimicizia, l’umanità […] sarà forse condotta funestamente a quell’ora, in cui non potrà sperimentare altra pace che la pace terribile della morte. La Chiesa di Cristo nel momento in cui, posta in mezzo alle angosce del tempo presente, pronuncia tali parole, non cessa tuttavia di nutrire la più ferma speranza” (GS, 82).
Ci siamo illusi che la pace del nostro fazzoletto di terra europeo fosse ormai consolidata, dopo i travagli balcanici degli anni ’90 del XX secolo. Abbiamo scoperto che non è così: la pace va coltivata, cercata, edificata, implorata… con la pazienza sapiente del tessitore, il quale ogni giorno siede al telaio per intrecciare i fili colorati della sua stoffa. Le parole di Isaia e il cammino liturgico d’Avvento ci aiutino ad abbandonare l’arte della guerra per l’arte della pace, perché ad ogni uomo sia restituita la speranza di un mondo finalmente rinnovato.

(Fine)

Leggi o scarica da qui la lettera completa


L’associazione La Finestra organizza il giorno 17 dicembre alle ore 17 presso l’auditorium un concerto natalizio del trio “Le Dolce Vita” che eseguirà alcuni pezzi tipici di Natale oltre a musica italiana anni ’70-’80.
La serata sarà aperta da un bambina, Matilde, che eseguita un pezzo iniziale.
Ingresso a offerta libera.
Per prenotarsi è possibile contattare il Presidente dell’associazione, Enzo Alfarano, al numero 334-9218430


In evidenza – 4 Dicembre 2022

IMPARARE L’ARTE DELLA PACE

Lettera del nostro Vescovo Paolo per l’Avvento (Terza parte)

 

L’arte della pace

La pace, dono di Dio, è anche frutto della generosa risposta dell’uomo. “Occorrono percorsi di pace che conducano a rimarginare le ferite, c’è bisogno di artigiani di pace disposti ad avviare processi di guarigione e di rinnovato incontro con ingegno e audacia” (FT, 225). Papa Francesco propone a tutti noi di essere costruttori e testimoni di pace, con la sapienza dell’artigiano, che sa coniugare con creatività le regole del mestiere con le possibilità offerte dalla realtà. Non basta, infatti, l’azione dei grandi della terra (che egli chiama “architetti”): serve che ciascuno dia il proprio contributo, ogni giorno. Quale migliore occasione di questo Avvento per darsi da fare? Vediamo insieme come.

Artigiani di dialogo

Cercare di capirsi con chi la pensa diversamente consente di superare le divergenze e di attivare percorsi comuni. Viviamo in una società che spesso esaspera i contrasti mediante la violenza importante delle molte cose che ci uniscono, a partire dal fatto di abitare uno spazio comune.
In questo tempo di Avvento esercitiamoci nell’arte del dialogo, per costruire – o ricostruire – relazioni positive con le persone che abbiamo accanto, anche con quelle che la pensano diversamente da noi, nella convinzione che anche il loro punto di vista debba essere considerato, per giungere a una soluzione condivisa dei problemi.

Artigiani di fratellanza

Uno sguardo di pace sa cogliere innanzitutto la reciproca appartenenza: siamo, infatti, tutti collegati, come accade per i membri di una medesima famiglia. Gli altri ci sono necessari, poiché dipendiamo da loro e perché essere felici da soli non dà vera gioia, bensì porta con sé l’angoscia di difendere la propria situazione di privilegio, magari dietro porte e finestre blindate. “Non è un peso, è mio fratello!” rispondeva nel 1945 un ragazzino giapponese a chi lo esortava a deporre il corpo del fratellino, morto durante un bombardamento e in attesa di venire cremato.
In Avvento proviamo a guardare sempre le persone non come avversari o fardelli, ma come membri di una stessa famiglia.

Artigiani di solidarietà

La radice di ogni violenza è, in ultima analisi, l’indifferenza per il dolore o i problemi degli altri. La pace si costruisce perciò con la scelta di non passare accanto ai poveri facendo finta di non vederli, ma con l’impegno “di riconoscere, garantire e ricostruire concretamente la dignità, spesso dimenticata o ignorata, dei nostri fratelli” (FT, 233). Vero antidoto alla guerra è la cura per l’altro, come don Milani faceva notare ai suoi ragazzi, opponendo al me ne frego fascista il motto I care, espressione di interesse sincero per il bene comune.
Soprattutto in prossimità del Natale, non manchi qualche concreto gesto di attenzione alle persone bisognose che abbiamo accanto. verbale dei social media; anche nelle piccole comunità familiari, paesane, condominiali, parrocchiali, aziendali… fatichiamo a trovare punti di contatto e obiettivi comuni. Siamo abituati a considerare ciò che ci divide più

(3° parte – continua)

Leggi o scarica da qui la lettera completa


L’associazione La Finestra organizza il giorno 17 dicembre alle ore 17 presso l’auditorium un concerto natalizio del trio “Le Dolce Vita” che eseguirà alcuni pezzi tipici di Natale oltre a musica italiana anni ’70-’80.
La serata sarà aperta da un bambina, Matilde, che eseguita un pezzo iniziale.
Ingresso a offerta libera.
Per prenotarsi è possibile contattare il Presidente dell’associazione, Enzo Alfarano, al numero 334-9218430