Vita Parrocchiale: 19 Gennaio – 25 Gennaio 2025
/0 Commenti/in Attività della settimana /da wp_10647795- DOMENICA 19 GENNAIO
Orario SS. Messe
– In chiesa: Ore 8.30 – 10.30 – 12
– In Auditorium: Ore 17 - MARTEDÌ 21 GENNAIO
– Alle ore 17.30, all’Oratorio, incontro di riflessione e preghiera sul Vangelo della domenica - MERCOLEDÌ 22 GENNAIO
– Alle ore 21, all’Oratorio, incontro per le coppie in preparazione al Matrimonio - GIOVEDÌ 23 GENNAIO
– Alle ore 16, all’Oratorio, incontro culturale organizzato dall’Associazione “La Finestra” con O. Ghilarducci che presenta il libro “La solitudine della sera”
Alle ore 21, in Chiesa, Adorazione Eucaristica mensile per tutta la Comunità
- VENERDÌ 24 GENNAIO
– Alle ore 21, all’Oratorio, incontro dei gruppi dopo Cresima - SABATO 25 GENNAIO
– In Chiesa Parrocchiale, dalle ore 10 alle 12, Adorazione Eucaristica.
In questo tempo i preti sono a disposizione per le Confessioni
– Alle ore 15, all’Oratorio, incontri di catechismo per i gruppi di 3ª, 4ª e 5ª elementare, 1ª e 2ª Media.
– In chiesa, alle ore 19.00 S. Messa festiva
– Alle ore 20.30 “Marcia della Pace” delle parrocchie cittadine con partenza da Porta S. Anna per arrivare, in corteo, fino alla Chiesa di San Michele dove il nostro Vescovo Paolo presiede la Veglia di Preghiera - DOMENICA 26 GENNAIO
Orario SS. Messe
– In chiesa: Ore 8.30 – 10.30 – 12
– In Auditorium: Ore 17
– Dalle ore 9 alle 11.30, all’Oratorio, incontro di formazione per i catechisti più giovani
RINGRAZIAMENTO
La Caritas ringrazia per l’offerta di 50 euro ricevuta in memoria di Ermete Gazzotti
CELEBRAZIONE DEL BATTESIMO
La prossima celebrazione del Battesimo sarà domenica 4 maggio, in Chiesa, alla S. Messa delle ore 10.30.
I genitori che desiderano battezzare il proprio bambino si mettano in contatto con il parroco.
In evidenza: 19 Gennaio 2025
/0 Commenti/in In evidenza /da wp_10647795SETTIMANA DI PREGHIERA PER L’UNITÀ DEI CRISTIANI
Si avvicina la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani (dal 18 al 25 gennaio), l’importante appuntamento che tutti i cristiani, di qualunque tradizione, sono chiamati a vivere come segno, per camminare assieme, seguendo il Vangelo di Gesù.
PROGRAMMA
- Sabato 18 gennaio ore 18.00 Vespri Chiesa Ortodossa Sant’Antonio il Grande di Lucca, via Sant’Anastasio 1 (Lucca, centro storico, accanto al Boccherini)
- Domenica 19 gennaio ore 9.30 Divina Liturgia in lingua italiana nella Chiesa Ortodossa Romena di Viareggio S. Isaia Profeta via Filzi 30
- Martedì 21 gennaio ore 18.00 Meditazione Biblica Ecumenica presso i locali della Chiesa Valdese via Galli Tassi 50, Lucca
- Giovedì 23 gennaio ore 17.00 Chiesa di Massarosa: incontro con padre Andrei Vizitiu (Chiesa Ortodossa Romena di Viareggio), per ragazzi
- Giovedì 23 gennaio ore 21.00 Incontro di preghiera nella Chiesa di S. Paolino, Viareggio
- Sabato 25 gennaio ore 15.00 Ecumenical Day per ragazzi (11-14 anni): «Pandemic of in-difference». Salone del palazzo arcivescovile in piazzale Arrigoni 2 a Lucca.
Per iscrizioni inviare una mail a uedi@diocesilucca.it entro e non oltre il 18 gennaio, indicando il numero dei ragazzi partecipanti e il nome dell’accompagnatore.
GIUBILEO E INDULGENZE
Le indulgenze sono una delle grazie principali concesse durante il Giubileo, promettendo il perdono dei peccati per chi si confessa e compie determinate opere spirituali.
Le indulgenze sono una pratica spirituale e dottrinale della Chiesa cattolica concepite per rimettere le pene temporali dovute ai peccati già perdonati in confessione. Derivano dall’idea che, pur ottenendo il perdono dei peccati tramite il sacramento della confessione, rimangono effetti temporali del peccato che l’anima deve ancora purificare.
Le indulgenze, quindi, rappresentano un modo per ottenere questa purificazione in vita, evitando il percorso di espiazione nel Purgatorio.
L’idea dell’indulgenza ha le sue radici nel periodo dei primi cristiani, in cui venivano imposte penitenze ai peccatori. Con il tempo, la Chiesa stabilì che tali pene potevano essere ridotte per i fedeli che compivano atti di pietà, preghiera o pellegrinaggio.
Il sistema delle indulgenze si formalizzò ulteriormente durante il Medioevo, quando si diffuse l’idea che queste pene potessero essere scontate non solo per sé stessi, ma anche per i defunti.
Questa pratica trovò un terreno fertile nel fervore devozionale medioevale, facendo di Roma e Gerusalemme mete ambite per ottenere indulgenze.
Le indulgenze si dividono in due tipi: parziali e plenarie. Le indulgenze parziali rimettono in parte le pene temporali, mentre le plenarie rimettono tutte le pene.
La vendita delle indulgenze, particolarmente frequente per finanziare la costruzione della basilica di San Pietro a Roma, portò nel 1517 alla reazione di Martin Lutero, che criticò duramente questa pratica con le sue 95 tesi. Lutero contestava l’idea che le indulgenze potessero ridurre le pene temporali tramite atti materiali, come le offerte in denaro, e sosteneva che la fede e il pentimento sincero fossero le uniche vie per ottenere il perdono.
Questo fu uno dei principali fattori che portarono alla Riforma protestante, con cui molte chiese riformate abbandonarono completamente la pratica delle indulgenze e la comunione con il Papa.
In risposta alla crisi il Concilio di Trento impose una rigida regolamentazione delle indulgenze. Si proibì la vendita e si stabilì che le indulgenze potevano essere concesse solo per atti di pietà, preghiera e opere di carità.
La bolla papale “Indulgentiarum Doctrina” del 1967, promulgata da Papa Paolo VI, ribadì la validità delle indulgenze, precisando che esse non si riferiscono a una “pena” inflitta da Dio, ma alla conversione personale e alla purificazione dai residui del peccato. Paolo VI riformò ulteriormente la pratica, riducendo il numero delle indulgenze plenarie e parziali e incoraggiando i fedeli a intendere, soprattutto, il significato spirituale e non materiale delle indulgenze.
.
Riempite d’acqua le anfore
/0 Commenti/in Riflessioni /da wp_10647795Nozze di Cana – Giotto, Cappella degli Scrovegni
Non possiamo presumere che fossero particolarmente avventati quei due giovani sposi. E che quindi, tutti presi dalla gioia delle nozze, si fossero dimenticati di provvedere al vino necessario. Sapevano bene che senza vino non c’era festa… Ma forse non prevedevano che finisse così presto!
Quante volte i nostri calcoli si rivelano sbagliati. Aspettiamo molti ospiti e poi viene poca gente, così la roba va sprecata. Altre volte, al contrario, crediamo che arrivino poche persone e non abbiamo cibo a sufficienza…
Una cosa è certa: il vino era finito. E cominciava una situazione imbarazzante, anche perché il vino era il segno della benedizione di Dio.
E’ Maria, la madre di Gesù, ad accorgersene: una donna è abituata a seguire lo svolgimento di un pranzo e coglie molti particolari che sfuggono ai più. E’ Maria che quasi spinge Gesù a fare qualcosa, mettendolo di fronte al fatto compiuto: “Fate quello che vi dirà”. E Gesù cambia l’acqua delle giare, l’acqua che serviva per la purificazione, in vino. Ma non un vino qualunque, il vino migliore.
Per quanto accorti si sia, nella vita capita a tutti di trovarsi, prima o poi, con le gomme a terra. Le energie si esauriscono, qualcosa dentro si spezza, l’entusiasmo si spenge, un contrattempo manda tutto all’aria. Talora non dipende neanche da noi. Ma noi restiamo presi dentro.
Conosciamo tutti l’acqua amara del fallimento, l’acqua insipida dei giorni opachi, l’acqua sporca del nostro peccato… È quest’acqua che Gesù viene a cambiare. Solo lui può farlo. E’ il vino nuovo, gustoso. È il vino migliore. Quello che dà sapore alla vita, che fa ritrovare la voglia di andare avanti, la forza per rialzarsi. È il vino che solo lui può portare, che cambia veramente la nostra vita.
Noi non possiamo sostituirci a lui. Al massimo, possiamo fare coma Maria: offrirgli una segnalazione che è anche invocazione di aiuto.